SCONFITTA DI MISURA IN CASA DELLA PRIMA IN CLASSIFICA PER GLI UNDER 18 SILVER

  • 6 Febbraio 2019
Sconfitta di misura in casa della prima in classifica
Sasso Marconi – Polisportiva San Mamolo 58-51
(15-17; 16-7; 14-16; 13-11)
Polisportiva San Mamolo
Tabellini, Furlanetto (6), Tartarini (6), Romeo (11), Resca (2), Gaspari, Raspadori (3), Tomba (2), Stellati (6), Righetti (11), Finocchi A. (4), Finocchi L.
All. Sarti
Sasso Marconi
Bondioli (16), Forni (1), Bussolari (2), Cacciari (12), Zucchini, Testoni (5), Pedretti (1), Bartarini, Orsolan (14), Agnetti (1), Siroli (6), Betti
All. Forni
Che dire di una partita persa fuori casa con la prima in classifica di un soffio dopo aver accarezzato l’idea del colpaccio? Che dire di una partita che evidenzia la nostra capacità di competere con tutti, anche contro una squadra piena di 2001 e sicuramente più forte di noi, sfuggita forse solo per un insieme di particolari?. In inglese si direbbe che si tratta di una situazione Happy/sad. Dobbiamo essere felici perché abbiamo recuperato un gap di 28 punti dell’andata riducendolo a 7 punti dopo essere arrivati a -1 a 5 minuti dalla fine della partita. Dobbiamo essere tristi perché ci è mancato poco, perché forse con un poco di fortuna e di attenzione ai particolari avremmo potuto portare a casa una vittoria che alla prova dei fatti non avremmo demeritato.
Al palaghiaccio di Sasso Marconi (il pubblico invocava le caldarroste e la distribuzione di punch al mandarino per la temperatura interna del palazzetto di sasso) , entriamo in gara senza alcuna timidezza e fin da subito costringiamo i nostri avversari ad una gara più serrata di quello che si aspettavano. Ne esce un primo quarto punto a punto che vinciamo meritatamente limitando gli elementi di maggior pericolosità del sasso marconi (solo 5 punti per Bondioli e Orsolan fuori per 3 falli) e mandando 6 giocatori a punto.
Poi arriva il secondo quarto. Di cui parlerò dopo. Nel terzo quarto ci riprendiamo la partita e chiudiamo con una seppur limitata vittoria. Nel complesso l’impressione è che il San mamolo abbia una maggiore qualità media, mentre Sasso Marconi dipenda dal lavoro di tre giocatori, lo straripante (anche se spesso impreciso) Bondioli, il nevrotico Cacciari e l’aggressivo oltre misura Orsolan. A questo punto della partita si sente per la prima volta il sostegno del pubblico di casa, evidentemente preoccupato delle sorti della partita.
Tutto si gioca nell’ultimo quarto, in cui arriviamo con diversi effettivi carichi di falli e forse con poca lucidità, particolarmente nelle scelte di attacco. Manca lo spunto per il recupero effettivo e la partita si chiude con un + 7 della squadra di casa.
Cosa ci è mancato? All’inizio forse un poco di motivazione, l’idea che ci trovavamo di fronte ad una squadra più forte e che non c’era nulla da fare.  Di certo ci è mancata la lucidità sotto canestro, soprattutto all’inizio della partita,  che ci ha fatto sprecare alcune buone penetrazioni. Continua la criticità nei tiri liberi: in diverse occasioni non abbiamo segnato e la percentuale finale è troppo bassa rispetto ai 25 punti complessivi del Sasso Marconi su questo fondamentale. Se per noi la ricerca del fallo risulta una soluzione ancora poco produttiva, per i nostri avversari è sicuramente vincente. Poi si è notata una mancanza di flessibilità quando i nostri avversari hanno posizionato la difesa con i lunghi a sbarrarci la strada sotto canestro. Precluse le penetrazioni, avremmo forse dovuto tentare qualche tiro da fuori. Ma anche lì soffriamo ancora di una certa timidezza, di una certa paura al tiro che dobbiamo assolutamente perdere per ampliare la gamma delle nostre possibilità. Qualche scarico sui tiratori ci avrebbe aiutato. Ed infine, non ha aiutato la condizione fisica di alcuni dei nostri giocatori, in parte convalescenti ed altri in difficili condizioni fisiche. Ma si tratta naturalmente di particolari in una prestazione nel complesso più che positiva.
Ps1: se potessimo disporre di un grande staff ci sarebbero riunioni su riunioni di esperti, dietologi, fisioterapisti, coach, assistenti, maghi e pranoterapeuti per cercare di comprendere il nostro secondo quarto, che oramai nel pubblico chiamiamo “il mezzo quarto”, perché di solito i nostri avversari ci doppiano nel punteggio.  Il secondo quarto è quello in cui ci creiamo i guai è quello che chissà perché non funziona nulla. Fra le proposte del pubblico vi è la sua abolizione o in alternativa quello di non giocarlo per risparmiare energie per i quarti successivi lasciando 7 punti agli avversari come premio. C’è persino chi nel pubblico tira fuori i santini o come un anziano allenatore di calcio, l’acqua benedetta……
Ps2: uno dei grandi misteri è come faccia la squadra di damerini del San mamolo a chiudere con cosi’ tanti falli. Non stupisce che il fisicamente straripante Furlanetto chiuda con 4 falli, ma che dire del cagionevole Tartarini e del sempre corretto Romeo, anch’essi alla fine con 4 falli? Per una strana inversione dei termini, sono i play e le guardie a fare i falli, e le ali e i centri a subirli tutti. Interessante, no?
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