VITTORIA SUDATA E MERITATA PER I NOSTRI UNDER 18

  • 27 Marzo 2019
Polisportiva San Mamolo 2000 – Imola A  48-45
(17-8; 4-13; 13-13; 14-11)
Una battaglia, poi alla fine vince il San Mamolo
Pol. San Mamolo 2000 (all. Sarti)
Conti; Furlanetto (4), Tartarini (3), Romeo (7), Resca (3), Tonucci, Gaspari , Gasparetto(2), Tomba (10), Stellati, Righetti (13), Finocchi A.(6) ,
Imola A
Ricci Lucchi (12), Lancieri, Folli (4), Accorsi, Ferrante (4), Lambertucci (5), Calderara (2), Sermenghi, Pellerini (7), Martini (6), Conte (5)
Una battaglia. Dopo 3 minuti di partita siamo ancora sullo 0-0. Sugli spalti si teme che le squadre stiano decidendo di giocare per il pareggio….Spazi bloccati, difese asfissianti, pressioni sui giocatori notevolissima. Imola A è formata esclusivamente di 2001. San Mamolo di soli 2002. La differenza fisica si vede a occhio nudo (è da circa 10 anni che l’impressione che abbiamo dagli spalti è che i nostri siano sempre più gracili, più bassi, più fisicamente limitati; ma il confronto fra il loro numero 45 Conte e ad esempio Furla è abbastanza impietoso) ma si capisce fin da subito che il gioco sarà tutto tattico, di attenzione difensiva, di ricerca costante e indefessa della soluzione migliore. Rispetto all’andata il coach avversario è costretto a limitare l’utilizzo del giocatore che aveva avuto l’effetto di gran lunga superiore sul risultato, il numero 19 Lucchi, che rientra da un infortunio. Il secondo marcatore, Pellerini, viene molto limitato in fase difensiva. Il depotenziamento delle punte di diamante di Imola ci fa chiudere il primo quarto con un vantaggio di 9 punti, raggiunto con un lavoro paziente e ben 9 tiri liberi su 10 segnati, percentuale inverosimile viste le nostre recenti performance deficitarie su questo fondamentale. Dal punto di vista tattico, buona la prestazione da “falso centro” di Ale Finocchi, in una posizione che a volte non ne esalta le qualità al tiro, ma molto redditizia per il gioco di squadra e per l’inserimento di Tomba, Resca e Righetti. Spostare Ale Finocchi presenta un certo grado di difficoltà anche da parte dei Buldozer di Imola e questo sicuramente aiuta nel contesto della gara. D’altro canto, questa conquista dello spazio sotto canestro, libera aree e posizioni favorevoli in questa fase di gioco e quindi l’effetto positivo è tangibile.
Nel secondo quarto, Imola si chiude molto e comincia ad attuare un gioco fisico e scarsamente sanzionato dall’arbitro. Questo ci limita molto nelle penetrazioni e chiama un ricorso più accentuato al tiro da fuori che non è proprio la nostra cifra stilistica. Il secondo quarto per noi è tradizionalmente quello che giochiamo pensando ad altro o nella scelta consapevole di metterci in un guaio per creare la suspense allo spettatore. Come nella tradizione dei film americani: situazione normale, disastro e poi riscatto. Si chiude il primo tempo in pareggio e con un sentimento di ansia crescente. Terzo quarto in totale equilibrio, con i nostri avversari che infilano due bombe da tre e si caricano contestualmente di falli ed il San Mamolo che ribatte colpo su colpo rimanendo attaccato alla partita. Il coach avversario a questo punto si gioca il migliore della rosa nell’ultimo quarto. Questa scelta gli porterà 9 degli 11 punti dell’ultimo quarto ma anche una generale sensazione di squilibrio della squadra che è troppo portata a giocare per la propria punta di diamante. Non è un caso che il San Mamolo trovi il break proprio dalla pressione sul 19 avversario con due azioni in ribaltamento all’inizio dell’ultimo quarto e una palla recuperata a metà dello stesso. La buona percentuale sui liberi fa il resto, portando il San Mamolo alla vittoria finale.
PS1: diciamo la verità, alla fine Imola era molto delusa. Era convinta di vincere. Da dove venisse questa convinzione non è chiaro, avendo la piccola San Mamolo già costretto Imola all’extra time fuori casa e non avendo demeritato per niente nella prima partita. La verità è che San Mamolo ha nel complesso una squadra di buon livello nel totale dei propri effettivi e non delle punte di eccellenza. La battagli di domenica dimostra che il gruppo, lo spirito di squadra, il desiderio di vincere possono fare molto nello sport, anche a fronte di una differenza fisica evidente o a talenti di grande interesse.
PS2 Come possa la stessa squadra giocare come contro Lugo ed essere diametralmente opposta dopo due settimane con Imola è uno dei grandi misteri della scienza. Ci vorrebbe una puntata di Voyager, come minimo. Per questo penso che allenare una squadra sia, parafrasando un grande scrittore, una “esperienza divertente che non farei mai….”

#forzamamolo #biancoblu